Carità cristiana, Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, Alessandria, 1868 – 1907) Carità cristiana, 1892, olio su tavola, cm 20x38,5

Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, Alessandria, 1868 – 1907) Carità cristiana, 1892, olio su tavola, cm 20 x38,5, Musei Civici di Pavia, Donazione Morone

AUTORE

Guseppe Pellizza da Volpedo è uno degli esponenti più importanti del Divisionismo italiano. Ha una formazione romantico-scapigliata. Nelle sue opere prevalgono temi a spiccata valenza sociale di denuncia e di impegno politico.

IL PAESAGGIO NEL DIPINTO

Carità cristiana rappresenta la morte di un uomo di umili condizioni all’interno di un fienile: lo spiega lo stesso autore con un’iscrizione sul retro della tavola.

L’ iscrizione svela anche la volontà dell’artista di studiare gli effetti cromatici chiaroscurali prodotti dal sole nel mese di giugno.

DAL DIPINTO AL TERRITORIO

Il fienile è una parte fondamentale delle cascine di pianura. La struttura della cascina deriva da quella della villa romana o dalla grangia cistercense. Si può parlare di cascina vera e propria dal XIII secolo, mentre la sua diffusione massima risale al XVIII e XIX secolo, periodo in cui diviene un elemento caratterizzante il paesaggio padano.

Cascina a corte

Nella bassa pianura le cascine più diffuse erano di due tipi. La cascina a corte, caratterizzata da una pianta quadrangolare con al centro il cortile o l’aia, attorno al quale si trovano i diversi edifici agricoli, come stalle, granai, caseifici, magazzini, alloggi per i braccianti; spesso è presente anche una piccola cappella per le funzioni domenicali o per le celebrazioni nelle grandi feste religiose. La cascina a casone invece, occupata da un solo nucleo familiare, è costituita dalla stalla sovrastata dal fienile e dalla parte abitativa disposta su due piani; di fronte, si estende l’aia.

La produzione agricola svolta in cascina nel territorio di Pavia è oggi orientata al grano, mais, orzo e soprattutto al riso.

Questo tipo di organizzazione agricola e sociale è rimasta in vita fino agli anni ’50 del XX secolo. Successivamente l’urbanizzazione, l’industrializzazione delle città e l’utilizzo di macchinari in agricoltura che hanno via via sostituito i braccianti nei campi hanno contribuito al progressivo abbandono delle cascine. Recente è il recupero di questi edifici sia per scopi etnografici e storici, come la realizzazione di musei agricoli, sia ai fini turistici, come la creazione agriturismi, centri benessere e ristoranti. Più spesso inoltre le cascine sono state recuperate trasformandole in appartamenti. Quelle cascine che hanno mantenuto la funzione agricola sono state tuttavia ammodernate con capannoni, silos e altre strutture.

APPROFONDIMENTO: Cenni sul divisionismo

LINEE DI RICERCA

  • Censisci le cascine nel tuo territorio descrivendo anche le attività produttive che vi si svolgono
  • Riproduci in pianta una cascina a corte della tua zona

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