Il Ponte Coperto sul Ticino, Ezechiele Acerbi

Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) Il Ponte coperto sul Ticino, olio su tela, cm 19.5x33

Ezechiele Acerbi (Pavia, 1850 – 1920) Il Ponte Coperto sul Ticino, olio su tela, cm 19.5x33, Musei Civici di Pavia, Donazione Morone

AUTORE

Ezechiele Acerbi, si formò alla Civica Scuola di Pittura di Pavia e fu molto amato dai collezionisti locali per i suoi ritratti e paesaggi.

IL PAESAGGIO NEL DIPINTO

Nell’opera è raffigurata Pavia vista da Borgo Ticino, il quartiere della città che si sviluppa lungo la riva destra del fiume. Gran parte della tela è occupata dal Ponte Coperto medievale e dalle acque azzurre del Ticino dove si riflette il cielo senza nuvole, mentre sullo sfondo lo skyline di Pavia si staglia contro l’orizzonte.

A sinistra del Ponte si vedono i resti delle mura spagnole che cingevano la città.

DALL’OPERA AL TERRITORIO

Già in epoca romana esisteva a Pavia un ponte che collegava le due sponde del fiume; quando il Ticino è in magra se ne possono vedere i resti in pietra dei piloni.

ponte, 1900

Ponte vecchio trecentesco

I Visconti, intorno alla metà del ’300 completarono il rifacimento del ponte, progettato da Giovanni da Ferrera e Iacopo da Cozzo, con la funzione di fortificazione. Durante i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale il ponte a sette arcate venne gravemente danneggiato.

Il Ponte trecentesco danneggiato dai bombardamenti

Si decise quindi di ricostruirlo a cinque arcate negli anni ’50,  leggermente più spostato a valle e con una diversa angolazione rispetto all’alveo del fiume che nel tempo aveva cambiato il proprio percorso.

Ponte Coperto

Ponte Coperto

Se si osserva Pavia da lontano si può notare come il colore dominante sia il rosso del mattone con cui sono costruiti la maggior parte degli edifici medievali.

Nel Medioevo si utilizzava per l’edilizia soprattutto materiale locale. Il territorio pavese,  per la sua natura geologica e per la presenza di numerosi corsi d’acqua  è ricco di argilla, materia prima che veniva quindi utilizzata per la fabbricazione dei mattoni che venivano cotti in fornaci collocate lungo il corso dei fiumi.

Oggi il mattone è lasciato “a vista” in alcuni edifici del centro storico ma più spesso è mascherato dai più recenti rivestimenti ad intonaco i cui colori sono indicati dal regolamento edilizio.

APPROFONDIMENTO: Ticino: etimologia

LINEE DI RICERCA

  • Cerca nella Biblioteca e nella Fototeca dei Musei Civici altre riproduzioni delle vedute di Pavia di Ezechiele Acerbi, troverai sicuramente spunti di riflessione su come è cambiata la città
  • Lo scrittore pavese Mino Milani nella sua opera “Il Ticino di Pavia”, intreccia l’esperienza personale con un’affascinante descrizione del fiume e della sua storia. Puoi trovare il libro a Pavia nella Biblioteca civica Bonetta: leggine alcuni brani e confronta la realtà descritta dall’autore  con quella attuale.

3 commenti

Archiviato sotto paesaggio urbano

3 risposte a Il Ponte Coperto sul Ticino, Ezechiele Acerbi

  1. Bellissimo….vedere qui le immagini della nostra città è emozionante….
    Un caro saluto.

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