il progetto

La Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 20 ottobre 2000) definisce paesaggio

“… una determinata parte del territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.

Il paesaggio è quindi un “bene” quale che sia il valore che gli viene attribuito.

E’ la «componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale, nonché fondamento della loro identità».

Paesaggio, dunque, non è solo il luogo bello o suggestivo né una veduta storica. Il paesaggio è costituito da tutti i segni delle trasformazioni del tempo, dell’intreccio di popolazioni, culture, conflitti e attività della storia umana. E’ lo specchio della società che lo abita e del suo modo di interagire con la natura e di organizzare il proprio spazio fisico così come le proprie relazioni di convivenza o di conflitto all’interno e oltre i propri confini. [...]“

Il tema dell’identità dei luoghi diviene quindi centrale per le nostre comunità contemporanee perché il generale movimento di trasformazione degli spazi urbani e non, ha coinvolto tutte le realtà territoriali. Si sono sviluppati nuovi modelli insediativi, culturali, stili di vita differenti.

Parlare di paesaggio, di identità, vuol dire allora non solo riflettere sulle proprie radici in maniera statica ma porre questo argomento al centro di quello che vorremmo diventasse il nostro territorio. Argomento centrale tanto più se affrontato dalle nuove generazioni, soggetti che avranno il compito di tutelare il paeaggio e di riqualificarlo, ove neccesaario.

Il progetto Paesaggi Pavesi è rivolto a studenti e docenti della scuola secondaria con la finalità di indirizzare i ragazzi verso una maggiore consapevolezza dell’ambiente che li circonda, guidandoli prima di tutto a “riconoscere” il paesaggio, come primo passo per un’attribuzione di valore e un’assunzione di responsabilità.

Contestualmente, l’intento del progetto è quello di fornire uno strumento ai docenti per sviluppare il tema del paesaggio secondo una pluralità di discipline che fanno capo certamente alla geografia, ma spaziano dalla storia alle scienze naturali, alla lingua e letteratura, all’educazione alla cittadinanza, all’economia in una pluralità di punti di vista che si intrecciano e arricchiscono vicendevolmente.

Il patrimonio dei Musei Civici di Pavia, caratterizzato da uno stretto rapporto con il territorio, è sembrato un punto di partenza ideale per aprire questa “finestra sul paesaggio”, e in particolare su quello della nostra provincia.
I Musei espongono infatti numerose opere che hanno come soggetto il paesaggio padano, ma anche sculture, mappe, disegni in cui sono evidenziati singoli elementi peculiari che rimandano al nostro territorio.

E’ stata quindi operata una selezione di dipinti, immagini scolpite, presenti nelle sale espositive, ma anche di mappe e disegni della città e del territorio consultabili nella Fototeca dei Musei, quali esempi significativi di paesaggio naturale, paesaggio urbano, paesaggio agrario, e anche di quel particolare modello di pianificazione paesaggistica ante litteram che fu il Parco Visconteo.

Per ciascuna immagine viene qui proposto un “articolo” con l’intento di portare l’attenzione dello studente sui diversi tipi di paesaggio (naturale, agrario, urbano etc.) ma anche di condurlo a una riflessione sul paesaggio come entità complessa e composita (fattori geomorfologici, storici, naturalistici, ambientali, antropici, economici, etc) che è in continua trasformazione e sulla quale è possibile incidere con i propri comportamenti.

Il percorso parte dalla descrizione del paesaggio nell’immagine proposta e si sviluppa con un raffronto tra il paesaggio rappresentato e quello attuale, cercando di mettere in luce il processo dinamico che presiede alla sua trasformazione, anche grazie a un puntuale accostamento alle fotografie storiche della Fototeca dei Musei  e agli Approfondimenti.

Le linee di ricerca che corredano ciascuna immagine intendono toccare proprio questo punto, stimolando la curiosità e il desiderio di approfondimento ma anche di esplorazione del “paesaggio” in prima persona e sul campo, risvegliando interessi latenti, con la guida dell’insegnante ma anche in autonomia, in un continuo e fitto dialogo tra museo, scuola e territorio.

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