STORIA
Benché già nell’antica Grecia fossero destinati spazi verdi per la ricreazione all’interno delle città, il concetto di parco per uso pubblico è piuttosto recente poiché il parco, inteso come luogo di svago, nei secoli passati è stato sempre prerogativa della nobiltà.
Il primo parco pubblico venne realizzato nel 1845 da Joseph Paxton a Birkenhead, in Inghilterra; in questo paese la rivoluzione industriale, con il sovraffollamento delle città determinato dal fenomeno dell’urbanesimo e con l’inquinamento incontrollato delle fabbriche, aveva reso indispensabile la creazione di parchi pubblici soprattutto per motivi di igiene, oltre che di svago.
Soltanto nel secolo scorso il parco è stato riconosciuto come elemento indispensabile alla vita dell’uomo: il parco assume la funzione di luogo di svago e di evasione per la popolazione, inizialmente soprattutto per quella meno abbiente, che non può godere di luoghi di ricreazione privati; il parco deve ricreare l’ambiente naturale e nel contempo essere organizzato e attrezzato per fornire occasioni di incontro, attività sportive, gioco.
STUDI SOCIALI/ED CIVICA
In alcune città sono diffusi gli “orti urbani”, spazi dove vengono coltivati ortaggi e frutta e che offrono anche occasione di svago e socialità; nascono nelle scuole, nelle carceri, nei terreni incolti alle periferie. Questi orti, coltivati anche per passione, acquistano quindi una valenza estetico/ambientale poiché sono curati come giardini, spesso mescolando ortaggi a fiori. Le amministrazioni comunali favoriscono il sorgere di queste zone e assegnano il terreno perché sia coltivato.
CURIOSITA’
Nelle città i primi parchi pubblici furono realizzati mettendo a disposizione giardini di proprietà regia o privata.
A Pavia, il marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro, personaggio di spicco della nobiltà e cultura pavese tra Sette e Ottocento, aprì ai cittadini il proprio giardino privato, affacciato su Piazza Petrarca, un giorno alla settimana.