Parco visconteo

ddddd

Pavia e il Parco visconteo, disegno di C. Magenta, 1883, Musei Civici di Pavia, Fototeca

AUTORE

Carlo Magenta (1840-1893), docente di Storia all’Università di Pavia, si interessò in particolare alle vicende dei Visconti e degli Sforza, del castello di Pavia e della Certosa, pubblicando alcuni volumi che si possono trovare anche nella Biblioteca dei Musei Civici

IL PAESAGGIO NEL DISEGNO
Il disegno realizzato da Carlo Magenta offre una ricostruzione del territorio del Parco visconteo, in base alle informazioni che il professore ricavò da fonti antiche come resoconti di viaggio, lettere e cronache del tempo.

Nel disegno si vede anche la città di Pavia cinta da mura, oltre le quali si estende una campagna coltivata, costellata da vari insediamenti di piccole dimensioni.
Lungo le mura, a nord, si trova il Castello visconteo dietro il quale si estende un giardino rettangolare cintato. Oltre il giardino si sviluppa il Parco, a forma di ventaglio, di cui si possono distinguere sia la superficie originaria, delimitata dal muro costruito tra località Due Porte e Cascina de’ Sacchi sia l’ampliamento successivo che arriva fino al muro perimetrale del monastero della Certosa.
Il territorio del Parco è attraversato in direzione nord-sud dalla roggia Vernavola, fiancheggiata dai due tracciati stradali del Corso e della Vigentina, e da altri corsi d’acqua minori.
All’interno di questo territorio, in parte coltivato e in parte piantumato a bosco si riconoscono alcune località esistenti ancora oggi come il castello di Mirabello, Cascina Colombara, Cascina Scala,  la Villa Torretta, la “villa di delizie” dei Visconti.

DAL DISEGNO AL TERRITORIO
Oggi il Parco visconteo non è più riconoscibile come una volta. Alcuni toponimi però ne ricordano il perimetro murato e i confini, come ad esempio “Due Porte”, “Cantone Tre Miglia”, “Mezza Porta”, “Porta d’Agosto”, “Porta Chiossa”.
In località Torre del Mangano presso Certosa si può vedere una delle porte d’ ingresso del Parco, così come a San Genesio rimangono i resti di “Porta Pescarina”.
Possiamo riconoscere nella Strada Vigentina il confine Est del parco, nella Strada Statale dei Giovi che costeggia il Naviglio il confine Ovest, nella Via Folperti il limite Sud al confine col giardino del Castello, nella Via Olevano il “Corso” lungo il quale si facevano le corse dei cavalli.
Il territorio oggi corrispondente all’antico parco è in parte suddiviso in campi coltivati e pioppeti in parte è stato edificato, cancellando quasi del tutto non solo l’evidenza materiale del luogo ma anche la sua memoria.

Veduta di Pavia
Veduta di Pavia

Solo una sottile striscia lungo il corso della roggia Vernavola è stata preservata e trasformata in parco urbano attrezzato con percorsi vita, segnaletica storico-naturalistica e aree gioco per i bambini. Recentemente sono stati sviluppati anche percorsi storico-artistico-ambientali all’interno dell’area dell’antico parco anche in vista della costituzione di un ecomuseo.

APPROFONDIMENTO Il Parco visconteo nella storia, nella letteratura e nell’arte

LINEE DI RICERCA

  • Il parco della Vernavola prende il nome dalla roggia che lo percorre. Che cosa è una roggia e quali sono le sue caratteristiche?
  • Nel Parco della Vernavola puoi trovare una cartellonistica che segnala le principali specie arboree. Quali di queste sono autoctone?
  • Nel Parco della Vernavola, nei pressi della Cascina Colombara, è stata reintrodotta l’antica tecnica colturale delle marcite. In che cosa consiste?
Annunci

Lascia un commento

Archiviato in paesaggio urbano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...